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Interfaccia Tecnico-Laboratorio

Interfaccia Tecnico-Laboratorio

INTERFACCIA TECNICO – LABORATORIO DI PROVE SU MATERIALI DA COSTRUZIONE DI CUI
ART.59 D.P.R. n.380/2001: FASI E RESPONSABILITA’

PROVE SU MATERIALI PER CONTROLLI DI ACCETTAZIONE IN CANTIERE AI FINI DELLA CERTIFICAZIONE: CALCESTRUZZO E ACCIAIO
Riferimento: Capitolo 11 D.M. 17 Gennaio 2018

Le prove di laboratorio finalizzate al controllo di accettazione del calcestruzzo e dell’acciaio in cantiere, devono essere eseguite come prescrive il D.M. 17 Gennaio 2018 da un laboratorio di cui all’art. 59 D.P.R. n°380/2001.
La procedura di laboratorio prevede 3 fasi in cui questo deve interfacciarsi con il richiedente delle prove.

PRIMA FASE: RECAPITO DEL MATERIALE IN LABORATORIO, VERIFICA E DOCUMENTAZIONE

L’acquisizione del materiale oggetto di prova da parte del laboratorio e della documentazione ufficiale è il primo passaggio fondamentale per espletamento del processo dell’esecuzione delle prove e relativa certificazione.
1. Chi richiede le prove e chi può recapitare i campioni in laboratorio?
Il tecnico che richiede le prove è Direttore dei Lavori o altra figura titolata a richiedere prove ufficiali (collaudatore, RUP, CTU, etc) che recapita personalmente al laboratorio i campioni da sottoporre a prove accompagnati dalla Richiesta prove compilata, firmata e timbrata dal tecnico. Nel caso il tecnico richiedente non si rechi personalmente al laboratorio può delegare una sua persona di fiducia mediante sottoscrizione di delega formale; in tal caso il laboratorio registra e documenta l’identità del delegato.
Il delegato del richiedente a recare i campioni in laboratorio, può essere lo stesso laboratorio. Riguardo l’accettazione di campioni di calcestruzzo, la norma impone che prove non richieste da Direttore dei Lavori o figura titolata come indicato sopra, non possono far parte dell’insieme statistico che serve per la determinazione della resistenza caratteristica del materiale; in tal caso, pertanto, il laboratorio effettua le prove ma in luogo del certificato ufficiale, rilascia un semplice rapporto di prova non valido ai fini della procedura prevista dalla legge 1086/71.

2. Cos’è la richiesta prove?
La Richiesta prove costituisce un documento ufficiale che sottoscrive il Richiedente mediante firma e timbro, ed è fondamentale per l’esecuzione dell’accettazione in laboratorio: il laboratorio non può eseguire l’accettazione del materiale senza la Richiesta Prove. La Richiesta prove è generalmente composta da un modulo (una o più pagine) contenenti informazioni anagrafiche e generiche riguardo il richiedente,
(proprietario, l’impresa, l’intestatario fattura, oggetto del lavoro e ubicazione del lavoro), e da un modulo tecnico che riporta la distinta dei materiali e le relative caratteristiche per i quali il DL o altra figura titolata richiede le prove. La Richiesta prove dunque è il documento attraverso il quale il tecnico esplica la sua volontà e responsabilità ad eseguire le prove, dichiarando una serie di informazioni e dati che saranno riportati nel certificato di prova oltre alle risultanze delle prove. Il laboratorio può accettare solo richieste di prova in originale così come prescritto al punto C11.2.5.3 del D.M. 17 Gennaio 2018, rifiutando quindi richieste non firmate o non firmate in originale (in fotocopia o altro) salvo che le stesse non siano trasmesse via PEC ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale.

4. Perché al laboratorio è necessaria l’acquisizione della Richiesta prove completa in ogni sua parte?
Il laboratorio deve acquisire la Richiesta prove al fine di identificare univocamente il materiale attraverso i dati anagrafici, ma soprattutto attraverso i dati dichiarati dal tecnico relativi ai materiali; lo sperimentatore o il Direttore di laboratorio sono tenuti infatti a verificare la rispondenza tra quanto riportato in richiesta e il materiale in termini di quantità, tipologia e riconoscimento dei provini per capire se ci sono le condizioni per accettare il materiale e quindi procedere con la redazione del verbale di accettazione; i campioni devono essere identificati mediante sigle apposte direttamente dal richiedente, e devono corrispondere evidentemente alle sigle riportate sulla richiesta come prescritto al punto C11.2.5.3 D.M. del 17 Gennaio 2018. Il laboratorio accetta solo provini di calcestruzzo provvisti di contrassegno, rifiuta provini che rechino segni evidenti che mettano in dubbio il regolare prelievo dall’opera indicata dalla richiesta (ne sono un esempio il segno di vecchie etichette rimosse, ovvero la presenza di altre sigle pregresse rispetto a quelle indicate sulla richiesta)

5. Quali sono i dati fondamentali da inserire in richiesta?
I dati fondamentali che il richiedente deve inserire in richiesta così come indicato dalla normativa tecnica e dal ministero competente sono:
Dati anagrafici
– Il Richiedente (Direttore Lavori o figura titolata)
– Proprietario
– Impresa
– Oggetto del lavoro ed ubicazione
– Eventuale delegato alla consegna dei campioni

Dati tecnici dei campioni
– La quantità
– Sigle attribuite ai campioni
– Numero e data di prelievo dei campioni
– Elemento strutturale/ posizione in opera
– Relativamente alle barre, il diametro nominale e la tipologia di acciaio
– Le prove richieste
Altri dati come ad esempio, la classe di calcestruzzo o la ferriera di provenienza delle barre da c.a., sono contenuti facoltativi, la cui assenza sul modulo di richiesta non impedisce la certificazione del materiale.
Tuttavia il laboratorio può acquisire ed eventualmente conservare, documenti inerenti la richiesta prove, quali ad esempio copia del verbale di prelievo sottoscritto dal Direttore Lavori, Attestato di qualificazione relativo ad acciaio per c.a., etc

6.Quando recapitare i campioni in laboratorio
Il D.M. 17 Gennaio 2018 al punto 11.2.5.3 riguardo i criteri di controllo del calcestruzzo, esprime molto chiaramente che “le prove a compressione vanno eseguite conformemente alle norme UNI EN 12390-3-2009, tra il 28° e il 30° giorno di maturazione e comunque entro 45 giorni dalla data di prelievo”. Dunque i campioni di calcestruzzo dovrebbero essere recapitati preferibilmente in prossimità del 28° giorno e non al tempo limite. Riguardo i criteri di controllo dell’acciaio il D.M. 17 Gennaio 2018 al punto C11.3.2.12, esprime che “I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori. E’ opportuno che gli stessi siano effettuati prima della messa in opera del lotto di spedizione e comunque entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale”; dunque sarebbe opportuno che le barre da c.a. vengano recapitate subito dopo la fornitura in cantiere e comunque dopo il prelievo da parte del tecnico.

SECONDA FASE: ACCETTAZIONE DEL MATERIALE E DOCUMENTI

La seconda fase importante è l’accettazione del materiale consegnato che si esplica attraverso la redazione del verbale di accettazione.

1. Cos’è il verbale di accettazione?
Il verbale di accettazione è il documento attraverso il quale il laboratorio accetta in termini ufficiali il materiale recapitato, che ha quindi le condizioni per accedere all’iter tecnico-amministrativo del laboratorio in accordo con le normative vigenti e la circolare ministeriale a cui i laboratori art.59 D.P.R. 380/2001 sono soggetti.
Il verbale di accettazione è redatto al momento della consegna del materiale e generalmente riporta parte delle informazioni anagrafiche e i riferimenti tecnici dei campioni. Il verbale è sottoscritto dall’incaricato del laboratorio e dal consegnatario del materiale, a cui viene rilasciata una copia. Tale procedura configura quindi la contrattualità tra il richiedente e il laboratorio che da questa fase in poi è responsabile, per quello che gli compete, dei campioni. Il verbale di accettazione è caratterizzato da un numero e dalla data, elementi mediante i quali il richiedente può in qualsiasi momento rintracciare il materiale affidato al laboratorio.

TERZA FASE: RILASCIO DEL CERTIFICATO E DOCUMENTI

La terza ed ultima fase è l’emissione del certificato a cura del laboratorio e il rilascio.

1. Cos’è il certificato?
Il certificato è un documento ufficiale, utilizzato dal richiedente ai fini della procedura prevista dalla legge 1086/71. Il laboratorio certifica solo le prove le cui richieste siano regolarmente sottoscritte dal Direttore dei Lavori o altar figura titolata a richiedere prove ufficiali (Collaudatore, RUP, CTU, etc); diversamente in luogo del previsto certificato ufficiale di prova, il laboratorio rilascia semplice rapporto di prova precisando che questo non costituisce certificato utile ai fini della procedura prevista delle legge 1086/71. Il certificato è consegnato al richiedente o al suo delegato con sottoscrizione di delega formale; in tal caso il laboratorio registra e documenta l’identità del soggetto delegato. Il certificato può essere trasmesso al richiedente tramite PEC.

2. Quali sono i contenuti del certificato?
Il certificato di prova:
– riporta parte delle informazioni anagrafiche e tecniche indicate dal richiedente nella richiesta;
– espone le risultanze delle prove con esattezza chiarezza e senza ambiguità e giudizi a riguardo;
– riporta le metodologie di prova e la normativa di riferimento e tutto ciò che è indicato al punto 11.2.5.3 del D.M. 17 Gennaio 2018.
Talvolta il laboratorio ha l’obbligo di inserire alcune note esplicative relativamente alle prescrizioni indicate nel D.M. suddetto:
– qualora il numero dei campioni di calcestruzzo consegnati al Laboratorio sia inferiore a 6, il Laboratorio effettua le prove e appone sul certificato una nota con la quale segnala al Richiedente che “il numero dei campioni provati non è sufficiente per eseguire il controllo di Tipo A previsto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni”; tale nota non inficia la validità del certificato, ma costituisce una segnalazione.
– le prove di compressione sui campioni di calcestruzzo devono essere eseguite tra il 28° e il 30° giorno di maturazione e comunque entro 45 giorni dalla data di prelievo. Trascorso tale termine il laboratorio accetta e sottopone a prova il materiale ed emette relativo certificato, in cui sarà chiaramente indicato, per i campioni eventualmente provati oltre il 45° giorno dalla data del prelievo, che “ai sensi del §11.2.5.3 del D.M. 17 Gennaio 2018 le prove di compressione vanno integrate da quelle riferite al controllo della resistenza del calcestruzzo in opera.”
– Riguardo i campioni di calcestruzzo sottoposti a prova di compressione, se la differenza fra i valori di resistenza dei due provini supera il 20% del valore inferiore (C.11.2.4 D.M. 17 Gennaio 2018), il laboratorio emette il certificato in cui sarà chiaramente indicato, per i campioni che versano nella situazione di cui sopra, che “ai sensi del §11.2.4 del D.M. 17 Gennaio 2018 i risultati non sono impiegabili per i controlli di accettazione di cui al §11.2.5.3 del D.M. 17 Gennaio 2018 e che dovranno applicarsi le procedure di cui al §11.2.5.3, ultimi tre capoversi dello stesso D.M. 17 Gennaio 2018”.

DOPO LE PROVE

– Il laboratorio di cui all’art.59 D.P.R. n°380/2001 deve conservare i campioni sottoposti a prova per almeno 30 giorni dopo l’emissione dei certificati di prova in modo da consentirne l’identificabilità e rintracciabilità;
– Il tecnico richiedente può chiedere una o più copie del certificato conformi all’originale; modifiche o aggiunte ad un certificato di prova dopo la sua emissione sono consentite solo per mezzo di un altro documento Emendamento al certificato di prova; nel caso in cui sia il Direttore dei Lavori a richiedere l’emendamento, il laboratorio dovrà acquisire una lettera formale da parte del tecnico.

A cura del laboratorio NGT-TEST s.r.l.